Dipendenza affettiva

Relazioni che fanno male: La dipendenza affettiva

“Perché ho così paura di perderlo?”

“Anche quando sto male non riesco ad andare via”

“Senza di lui mi sento vuota”

Ci sono relazioni in cui l’altro diventa così importante da sembrare indispensabile, così tanto che al solo pensiero di allontanarsi subentrano emozioni di forte e angoscia e ansia.

Desiderare la presenza della persona che amiamo è naturale e lo è anche la paura di perderla. In una relazione possiamo avere bisogno dell’altro, cercare conforto, sentirne la mancanza e desiderare di condividere con lui una parte importante della nostra vita. Dipendenza affettiva

Ma cosa succede quando avere bisogno dell’altro diventa non riuscire più a stare senza l’altro?

È in questo spazio che può presentarsi la dipendenza affettiva, che come tutte le dipendenze, causa disagio e sofferenza nella vista di chi la sperimenta.

La relazione può iniziare a diventare il centro della propria vita e il proprio benessere può dipendere sempre più dalle attenzioni, dalla presenza e dall’approvazione dell’altra persona.

Si può iniziare a mettere da parte i propri bisogni, rinunciare ai propri spazi, allontanarsi dagli amici o modificare il proprio comportamento per paura di perdere la relazione. Spesso si osservano comportamenti eccessivamente accondiscendenti, proprio per mantenere una sorta di omeostasi all’interno della relazione.

E così, lentamente, la domanda può smettere di essere:

“Questa relazione mi fa stare bene?”

e diventare:

“Cosa devo fare per non perderla?”

Quando la paura di perdere l’altro diventa più forte del proprio benessere, quando l’angoscia svuota la propria autonomia e si vive quasi in funzione dell’altro. Nella dipendenza affettiva può esserci una forte paura dell’abbandono. Ogni distanza può essere vissuta come una minaccia alla relazione e ogni cambiamento nell’atteggiamento dell’altro può generare preoccupazione.

Si può cercare continuamente rassicurazione: Dipendenza affettiva

“Mi ami ancora?”

“Sei sicuro di voler stare con me?”

“Perché non mi hai risposto?”

E quando l’altro si allontana, anche solo temporaneamente, può comparire un senso di vuoto difficile da gestire. A volte, inoltre, si può arrivare ad accettare comportamenti che fanno stare male pur di mantenere il legame.

Perché perdere quella relazione può sembrare ancora più doloroso che continuare a viverla.

E io, dove sono?

Nella dipendenza affettiva, la relazione può diventare così totalizzante che ci si perde nell’altro, i propri hobby, le proprie passioni iniziano pian piano a diventare dei lontani ricordi, proprio perché la relazione diventa la priorità.

Essa infatti, in questo tipo di dinamica, tutto ciò che è al di fuori dello spazio relazionale inizia a perdere importanza.

E così, mentre la relazione occupa sempre più spazio, ci si fa sempre più piccoli. Il rischio è quello di iniziare a costruire la propria quotidianità esclusivamente intorno all’altro, fino a fare fatica a riconoscersi al di fuori della coppia.

Come si esce da una dipendenza affettiva?

Uscire dalla dipendenza affettiva non significa smettere improvvisamente di amare l’altra persona o volersi allontanare.

Significa, prima di tutto, iniziare a ricostruire uno spazio che sia soltanto nostro.

Questo percorso può partire dalle piccole cose: tornare a coltivare una passione lasciata da parte, riprendere i rapporti con gli amici, imparare a trascorrere del tempo da soli, riconoscere i propri Dipendenza affettiva

bisogni e tornare a prendere decisioni che non siano guidate esclusivamente dalla paura di perdere l’altro.

È un processo che richiede tempo, perché quando per molto tempo abbiamo costruito la nostra quotidianità intorno a una persona, ritrovare la propria individualità può non essere semplice.

Chiedere aiuto a uno psicologo e/o psicoterapeuta può essere utile per affrontare questo tipo di difficoltà, riconoscere i propri pattern relazionali e comprendere cosa porta a ripetere determinate dinamiche. Il percorso psicologico può aiutare a lavorare su questi schemi e a sviluppare modalità più consapevoli e funzionali di vivere le relazioni, senza perdere di vista se stessi e i propri bisogni